Oggi è la giornata Nazionale di Petronilla . L’ambasciatrice Anna vi racconta chi era questa donna straordinaria che non conoscevo ma sicuramente merita di essere conosciuta e ricordata. Femminista, medico donna quando ancora le donne non accedevano alle carriere maschili. Autonoma, indipendente. Era amica di Anna Kuliscioff, di Sibilla Aleramo, di Ada Negri, curava gratis, volontariamente, nella Poliambulanza di Porta Venezia a Milano le donne che erano rimaste sole perché i mariti erano in guerra.
Mi unisco ad Anna per ricordare Amalia Moretti alias Petronilla con questa ricetta, trascritta fedelmente dal ritaglio della rubrica “Tra i fornelli” della Domenica del Corriere, ritrovato tra le ricette conservate da mia zia, 96 anni, nel suo libro di cucina. Non so se la zia l’ha mai fatta, che io mi ricordi, dal 1960 in poi no. E’ stata conservata, prima che lo facesse lei, suppongo da sua madre, mia nonna, giovane sposa, fedelmente dal ’34 ad oggi passando quasi indenne per una guerra.

Portare in tavola alla fine di uno dei pranzi delle prossime feste un dolce avvolto da alte fiamme costituirà una allegra sorpresa per i commensali e un piccolo trionfo per la massaia… ebbene se volete sorprese e trionfo e alla svelta e in modo sicuro e all’economia.
Da brava massaia avrete in casa per uso di cucina, una bottiglia di quel rhum che si prepara abbastanza all’economica comprando con una lira dal droghiere un boccettino della relativa essenza e unendola ad acqua, zucchero ed alcool nelle dosi che sono chiaramente indicate sull’etichetta.
Allora mettete al fuoco nel Paiolino un litro di latte, addolcito con un etto di zucchero e tosto bolle e sempre mescolando con il bastone da polenta lasciatevi cadere a poco a poco un etto e mezzo di semolino; leggerissimamente salate e fate cucinare per 15 minuti non smettendo mai di rimescolare.
Ritirate il paiolino dal fuoco e lasciate raffreddare. Sbattere 6 uova con tre cucchiai di zucchero. Raschiare il giallo della buccia di mezzo limone e ricordate che il raschiare limone molto si presta un pezzo di vetro, dimezzate per il lungo mezzo etto di verdi pistacchi (o di bianchi pignoli se non potete avere i pistacchi).
Sminuzzare un pezzo di cedro candito. Mondate mezzo etto di uva sultanina e lavatela con un goccio di rosolio se ne avete di casalingo. Montate a neve e ben soda due albumi di quelle uova. Unite alla bianca polentina che dentro il suo paiolino sarà nell’attesa, i tuorli battuti e mescolati; i pistacchi, il cedro, l’uva e la corteccia del limone e mescolate; una presina di cannella in polvere e mescolate; un bicchierino di quel rosolio e mescolate; gli albumi montati e mescolate per bene per l’ultima volta.
Imburrate uno stampo da bodino e spolveratelo di pane finemente trito. Versateci dentro tutta la polentina.
Un’ora prima del pranzo cucinate il bodino in forno o fra le brage. Al momento di servire capovolgete lo stampo sul piatto, versate sul bel bodino dorato uno, due anche tre bicchierini di quel rhum; date fuoco con un fiammifero; e quando l’allegro bodino tra le sue allegre fiamme farà la sua comparsa sulla porta del tinello, ben allegra accoglienza gli verrà allora fatta, e accoglienza che tanto più lungamente verrà dimostrata quanto più a lungo arderanno le fiamme, cioè quanti più numerosi saranno stati quei tali bicchierini di quel tale rhum casalingo.”

Ingredienti

1 lt di latte
100 g di zucchero + 3 cucchiai
1,5 etto di Semolino
6 Uova (6 tuorli e 4 chiare, 2 chiare montate)
50 g di Uvetta sultanina
50 g di Pignoli o pistacchi
Cedro
Rhum
1 limone (la buccia grattata)
Cannella, sale, pangrattato, burro

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3 Responses to "Bodino in fiamme di Petronilla"

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