Quando è iniziata la sfida n.59 dell’Mtc, quella sugli gnocchi di Annarita Rossi del blog Il bosco di Alici, vincitrice prima dell’estate della sfida 58, ho subito pensato che ero felice.
Amo gli gnocchi, li amo da quando da bambina guardavo mia nonna che li faceva a casa e li stendeva uno ad uno, come tanti soldatini, su dei teli sul divano, in attesa che fosse pronta una ulteriore fila. Forse è il primo piatto che mi ha insegnato a fare.

Non si pesavano mai ne patate, ne farina perché la quantità giusta della farina veniva deciso al momento, sentendone la necessità mano a mano che si impastava.
Mai l’uso dell’uovo che non serviva, e sempre rigati. O con la forchetta o poi, con l’apposita caccavella in legno. E lì stava il gioco, il pollice che affondava gentilmente nell’impasto e lo accompagnava verso la fine della forchetta facendolo delicatamente rotolare e fargli assumere la sua forma ideale. Poi in fila ad attendere gli altri.
Intanto l’acqua messa a bollire, perché quando era il momento, tutti già a tavola, si buttavano, la quantità necessaria per un piatto alla volta. Prima sparivano nelle bolle dell’acqua e poi ecco che per magia ne veniva a galla uno, poi un altro e poi di corsa tutti gli altri. E allora subito a scolarli, condirli e portarli a tavola, intanto altri erano già spariti nella pentola.
Il sugo solitamente al pomodoro semplicemente, o al ragù. Qualche volta al pesto.

Concordo con Annamaria che nel suo post ha scritto, “perché farli male?”. Lo gnocco di patate non si deve masticare, ma si deve sciogliere in boccia. Si deve sentire la patata. Se non si sente non è buono. Se è duro, gommoso, con troppa farina non è buono. Certo non è un piatto che puoi preparare molto prima, ma deve essere fatto al momento. Non se ne possono cuocere tanti insieme, ma essendo la cottura veloce, anche se ne fai tanti non devi aspettare molto.

Per la sfida avevo in mente un piatto dai toni cromatici accesi. Avevo scelto di fare degli gnocchi adoperando le patate vitellotte che hanno un acceso colore viola. E volevo condirli con una Crema di piselli. Un contrasto di colori.
Ma ho fatto un errore e non ho comprato le vitellotte ma una patata pensavo viola, ma forse mi sono confusa perché avevano si la buccia viola ma la pasta una volta lessate non era così colorata. Quindi non funzionava più il mio gioco di colori.
Li ho fatti ma con poca soddisfazione e son tornata a ricomprare le vitellotte, ma questa volta non c’erano e la mia attenzione è cascata su una varietà mai vista.
Mai conosciuta.
Mi divertono e mi incuriosiscono i prodotti che non conosco, spesso me ne tengo lontana perché mi sembrano più giochi di marketing che non prodotti seri.
Ma queste mi hanno troppo affascinato e ho acquistato delle patate Magenta Love, sperando che non fossero delle varianti OGM. Patate che non sono una varietà locale ma provengono dalle Ande, anche se potrebbero essere coltivate anche nelle campagne italiane. Adatta per essere bollita o cotta al vapore.

Il colore non è così accesso come avrei sperato, ma abbastanza soddisfacente.

Prendete le patate, lavatele e a freddo fatele cuocere fino a che diventano tenere. Aggiungere un poco di sale nell’acqua in bollore. La cottura può essere testata infilando uno spillone, o una forchetta o uno spiedino nella patata e sentire quanta resistenza fa. A seconda della grandezza della patata avranno tempi differenti e quindi andranno tolte in tempi differenti. L’alternativa è metterle a cuocere tutte della stessa grandezza.
Fino a qualche tempo fa, ancora tiepide le pelavo per poterle passare allo schiacciapatate, con relative scottatura e tempi più lunghi. Da qualche tempo invece le schiaccio ancora tiepide con la buccia che tanto resta nello schiacciapatate e non va nell’impasto.
Nell’impasto aggiungete la farina, non tanta e mescolate velocemente. Create dei filoncini, da cui taglierete dei tocchetti. Che poi vanno rigati.
Cuocete in acqua bollente salata, e scolate quando vengono a galla.

Per il condimento far bollire i piselli sgusciati in acqua bollente per una decina di minuti. Scolarli e passarli sotto l’acqua fredda. Far soffriggere la cipolla e aggiungere i piselli, far cuocere per altri 10 minuti. Togliere dal fuoco e passare al mixer e ancora sul fuoco aggiungere la panna da montare ma liquida. Amalgamare.
Togliere dal fuoco, passare al setaccio, aggiungere l’olio evo, e la cagliata di latte, amalgamare fino ad ottenere una crema omogenea. Aggiustare di sale.

Nel piatto su un letto di Crema di piselli, mettere gli gnocchi scolati ancora caldi, condire con gocce di olio aromatizzato al tartufo e aggiungere qualche germoglio di barbabietola rossa.

Ingredienti

500 g di patate Magenta
50 g di farina 00

250 g di piselli (ho adoperato quelli surgelati)
2 cucchiai di cagliata di latte
2 cucchiai di panna liquida
Olio extravergine aromatizzato alla Crema di tartufo
Germogli di barbabietola rossa

Partecipo alla sfida 59 della Community MTC

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9 Responses to "Gnocchi di patate magenta su crema di piselli, germogli di barbabietola e olio aromatizzato alla crema di tartufo"

  • Veramente interessante questa patata magenta che non conoscevo e direi perfetta per essere accompagnata ai piselli
    Ciao Manu

  • Carine le patate magenta, ma che consistenza hanno? Leggendo che sono adatte per essere lessate o cotte al vapore mi viene da pensare che non siano farinose. Mai sentito neppure l’olio aromatizzato alla crema di tartufo (?). Cioè, olio al tartufo sì, ma alla sua crema? Insomma, tante parole per dire che non riesco materialmente a immaginare l’insieme dei sapori. 🙂
    Baciotti.

    • @Mapi, sono buone. Molto soffici, anche e non molto farinose, basta aggiungere un cucchiaio di farina in più ma neanche tanto. Le ho trovate più soffici delle altre. Per l’olio alla crema di tartufo ho preso l’olio e ho aggiunto un poco di crema di tartufi, una punta di cucchiaino, anche perchè ne dovevo mettere una goccia ogni gnocco.
      Grazie della visita

  • Ricetta veramente particolare!
    Complimenti

  • Annarita Rossi says:

    Se il tuo scopo era quello cromatico in qualche modo ci sei riuscita perchè il piatto è notevole per colori e composizione. Le patate magenta le conosco ma solo per averle lette in un altro post. provenendo dalle Ande propendo per la bontà di queste patate. La crema di piselli con olio aromatizzato alla crema di tartufi , semplice ma profumato e avvolgente.

  • Anche io ho scoperto le patate Magenta in questa sfida e in effetti sembrano molto adatte, per questi gnocchi, a vedere i risultati. effetti cromatici assicurati, ma avrei tolto il tartufo dalla salsa: anche se e’ solo un sentore, distrae dal sapore delicato dei piselli. Ravviva coi soliti classici (mentuccia e maggiorana) o con della pancetta croccante, un soffritto di scalogno etc: fanno sempre la loro figura e si adattano bene a tutto il resto del piatto! Grazie per aver partecipato!

  • Adesso con le patate magenta mi hai incuriosita. Io sono grande amante delle vitelotte per il loro colore (adoro il viola e tutte le sue sfumature) e anche io all’inizio ero convinta fossero qualche prodotto OGM o qualche cosa del genere. Poi ho scoperto che i sbagliavo e ho cominciato ad usarle sempre più spesso. Hai ragione a dire che il contrasto cromatico sarebbe stato bello, ma vedo che anche le magenta ci stanno bene e poi quei germogli di barbabietola, cromaticamente, ci stanno una meraviglia 🙂

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