Qualche anno fa comprai al mercato, spinta dalla curiosità, una pianta di rabarbaro. Non ricordo più cosa mi avesse fatto incuriosire, forse una ricetta letta su internet. Sta di fatto che la comprai. A quel tempo vivevo in un appartamento e una volta rinvasata nel suo bel vaso di terracotta prese posto sul balcone. Ma per lei sono stati anni difficili. Spuntavano un paio di foglie alla volta, poi iniziavano a seccare, poi gli bastava un giorno senza essere annaffiata e sembrava morire ed ecco che ricomparire una nuova foglia. L’inverno andava in letargo.
Soffrivo nel vederla soffrire.
L’anno scorso mi sono trasferita in un appartamento più piccolo ma con un giardino. La pianta era rimasta in vaso perché c’erano mille altre questioni a distrarmi. Questa primavera stufa di vederla continuare a soffrire e fare quelle due foglie spitinfie, l’ho piantata in giardino in una zona dedicata alle erbe aromatiche.
E’ rinata, ha iniziato a fare più foglie ed è cresciuta fino a raggiungere circa i due metri di diametro. Finalmente!
L’unico difetto, se si può chiamare difetto è che crescendo me l’aspettavo rossa. Quei bei gambi di un rosso tendente al Bordeaux. Invece sono verdi pochissimo striati di rosso. Pazienza!

Intanto provo delle ricette. Come questa, l’ispirazione è venuta da questo bellissimo blog di bojongourmet .

Per la pasta frolla ho seguito le istruzioni per fare quella classica delle sorelle Simili con la variante del tipo di farina. Ho utilizzato una farina integrale di grano Aquileia macinata a pietra.
Dopo averla messa sul piano di lavoro, ho aggiunto il burro freddo tagliato a pezzettini e come dicono le sorelle Simili, l’ho fatto passare tra le dita, indice e pollice, come per fare il segno dei soldi, fino a che tutto il burro si inserito nella farina.
Poi fatta la fontana al cui centro ho messo le uova, poi sbattute con la forchetta con l’aggiunta di un pizzico di sale e lo zucchero vanigliato. Quando uova e zucchero sono ben amalgamati si copre con la farina e poi con la spatola si divide il composto, non si lavora con le mani, e si continua a dividere fino a che l’impasto si compatta. Fatta una bella palla messa a riposare in frigorifero mentre si prepara la crema.

Per la Crema, ho messo nel tritatutto le mandorle con la farina di riso e lo zucchero e fatto andare fino a ridurre le mandorle ad una granella abbastanza fine, ho poi aggiunto il burro tagliato a pezzi a temperatura ambiente, l’uovo e l’interno di una bacca di vaniglia. Riacceso il tritatutto e lasciato girare per ottenere un composto cremoso ben amalgamato. Deve risultare abbastanza denso come una crema spalmabile.

A questo punto ho tirato fuori la pasta frolla, che in frigorifero dovrebbe essersi indurita e compattata. L’ho stesa fino ad ottenere 5 millimetri di spessore e ho cercato di ottenere un rettangolo adatto allo stampo, ma abbondante in modo da poter ottenere i bordi ripiegando la pasta verso l’interno. Su tutta la superficie ho spalmato la crema di mandorle.
Sulla crema posizionare i gambi di rabarbaro tagliati tutti uguali della dimensione uguale al lato lungo dello stampo, dopo averli puliti come si pulisce un gambo di sedano e averli tagliati a metà o in quattro per la lunghezza se troppo grossi. In modo di ottenere dei gambi più o meno della stessa dimensione.
Una bella spolverata di zucchero sopra alla torta, sia sui bordi che sui gambi di rabarbaro.

Messa in forno statico e a gas a 180° per 40 minuti circa.

Ingredienti per uno stampo rettangolare di 11×35 cm.

Per la crostata:
200 g. di farina bio integrale
100 g di burro freddo
Zucchero a velo
Uova
Un pizzico di sale

Per la Crema
45 g.di mandorle
35 g. di zucchero
40 g. di farina di riso
1/4 cucchiaino di sale marino
40 g. di burro, ammorbidito
1 uovo
1 bacca di vaniglia o 1 bustina di vaniglia

Per finire
4/6 Gambi di rabarbaro lunghi quanto la tortiera

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Cucino Io


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