Sono andata a Cigole, in provincia di Brescia, per la presentazione di un MasterFood di SlowFood. A pranzo abbiamo mangiato insieme nella splendida cornice del Palazzo Cigola Martinoni, che attualmente contiene un museo splendido dei giochi antichi. Ho così assaggiato Il grano di monococco in un delizioso brodo.
A casa ho provato a rifarlo, non eguagliando quello servito a Cigole, ma soddisfacente.
Ho fatto un brodo di verdure, con carote, sedano e cipolla, con l’aggiunta di sale. Lasciato bollire e passato con il mixer. Ho aggiunto due pugni di grano a commensale e lasciato cuocere per circa 25 minuti. Ristoratore per il fisico e lo spirito.

Dopo quasi 3000 anni il grano monococco torna ad essere coltivato nella pianura padana.
Il monococco è la più antica varietà di grano coltivato e si differenzia dal punto di vista nutrizionale dal farro e dal frumento per il contenuto di vitamine, proteine ed elementi antiossidanti.
Anche se non ha ancora acquisito tutte le certificazioni pare utile alle persone intolleranti.
Proveniente dai territori della “Mezzaluna Fertile”, testimonianze archeologiche ne testimoniano la presenza in tutta Europa. In Italia dalla pianura padana, che ha fatto posto alle colture più redditizie di frumento e farro, è sopravvissuto come coltura spontanea in piccole aree alpine.
E’ stato così possibile recuperare la coltivazione e reintrodurlo, nell’area della pianura Bresciana e in piccole aree del Pavese

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Ingredienti per quattro persone:
3 carote
3 gambi di sedano
1 cipolla
sale
200 gr. monococco in grani

 
Partecipo l contest AIFB – COLESTEROLO NO GRAZIE

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