E’ stato un weekend ricco e sicuramente faticoso. Devo ammettere di essere fuori allenamento. Anche se cammino spesso e mi piace, gli anni e una vita sedentaria si fanno sentire. Qualche chilo di troppo da portare in giro e il fiato prende l’affanno quando si sale in montagna. Ma devo dire che se non di fanno certe fatiche non si possono vedere certi spettacoli, annusare certi profumi, ascoltare il rumore del silenzio, il suono dell’acqua che scorre.

 

L’idea è stata quella di partecipare ad uno dei percorsi del progetto #AlbeinMalga, proposto dall’ Ente del Turismo del Trentino. In particolare il mio interesse era quello di capire e seguire la lavorazione del formaggio Vezzena, tipico dell’Alpe Cimbra e presidio SlowFood.

L’impatto con il formaggio si è presentato la sera, quando a cena presso l’Hotel Vittoria di Folgaria, la cena proposta era a base di Vezzena, dall’antipasto al dolce, dal più fresco allo stagionato.

La mattina, prima dell’alba la partenza da Folgaria verso l’inizio del Sentiero a Orsino per raggiungere la Malga Vallorsara , dormendo ancora in piedi. Dopo poco mentre si passa dal buio ad una fioca luce, percorso un sentiero sterrato ma in salita, ecco avvistare la Malga Vallorsara e iniziamo ad avere la compagnia di qualche mucca ancora assonnata.

Con il malgaro si va richiamare tutte le mucche da portare in stalla per la mungitura, che si fa, dopo qualche prova manuale, con una macchina per mungere tutte le 20 mucche da latte presenti in malga. E con il latte appena munto e ancora tiepido siamo pronti a fare il formaggio.
Il paiolo di rame messo sul fuoco per fare arrivare la temperatura a 36°, adatta per aggiungere il caglio e recuperare i fiocchi per la caseificazione.
Ed eccoci così in malga a vedere  girare nei pentoloni in attesa che la magia si compia e il latte si trasformi in formaggio.
Dopo una decina di minuti i fiocchi si moltiplicano e il latte si separa tra caglio e fiocchi di latte. Il caglio viene raccolto e poi verrà dato ai maiali che ne saranno felici. mentre il formaggio è raccolto nelle retine e pronto per essere stagionato. Assaggiato anche così ancora tiepido e appena formato è una vera delizia.

Per fare il Vezzena la procedura è appena più lunga e diversa perchè  al latte si aggiunge un latte cagliato, fatto dodici ore prima in modo da incidere sul sapore. E poi stagionato, minimo 60 giorni.

Sembrerebbe mattina inoltrata ma non sono ancora le otto. La fame si fa sentire,  è venuta l’ora della colazione che si fa qui in Malga in maniera abbondante. Dolce e Salata, Oltre al formaggio e salumi locali, latte tiepido, marmellata, miele, ricotta e yogurt. Biscotti e e crostata.

Per le 10 siamo pronti ad incamminarci per  un sentiero che si snoda per qualche chilometro, fino ad arrivare alla Malga Pioverna Alta. a 1732 metri di altezza. Oltre alla bellezza del panorama che é a 360°, si possono osservare anche i resti della prima guerra mondiale che si è combattuta sugli altipiani Cimbri. I resti delle trincee e le doline lasciate dalle bombe. Proprio in questo mese si sta celebrando il centenario, con numerose iniziative nei comuni di Lavarone, Folgaria e Luserna.

E poi il rientro per un ricco pranzo a base di un’ottima polenta, formaggio alla piastra, crauti e luganiga. La Malga è anche un bed and brekfast e dove si può pranzare e dormire.

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