Comfort and design food

Lavoro

Mafalde Saragolla 100% con ragù di seitan

Alcuni giorni fa ho partecipato grazie ad AIFB alla presentazione a Milano di alcuni prodotti di eccellenza del Salento. Il luogo una delle vie più social di Milano, via Tortona. Al 32 c’è l’Italian Makers Village, un luogo di incontri, appuntamenti e Street Food, che muta a seconda delle manifestazioni presenti.
Quello che resta stabile è il ristorante Solatium. Click to add a blog post for Solatium on Zomato
Il ristorante è bello, moderno, con la grande cucina a vista. Qui ho potuto mangiare dei piatti molto interessanti durante la manifestazione LecceforExpo2015. Tutti piatti con prodotti del Salento. Un piatto migliore dell’altro: I gamberi viola di Gallipoli freschi e squisiti, la pasta e ceci con la pasta grano Saragolla una bontà assoluta, per non parlare della zuppetta e del resto. Complimenti allo chef e ai produttori.

Tra i produttori del Salento presenti un’azienda in particolare ha attirato la mia attenzione. E così ho incontrato e intervistato Michela De Castro, imprenditrice particolarmente attenta. Quello che non ho trovato nella grande Kermesse dell’Expo, ad esclusione dello stand di SlowFood o del padiglione 0, l’ho trovato in questo racconto. Quando si parla di Nutrire il pianeta, per me si intende questo.
Ed ecco emergere la storia di una donna che lascia un futuro da avvocato, per ritornare alla terra come la storia di famiglia chiede, con un’attenzione tutta particolare per la nutrizione. Sempre più consumatori sono intolleranti ad alcuni ingredienti. Intolleranze dovute anche a cambiamenti di coltivazioni, sempre più attente alla quantità e al profitto che alla qualità e alla ricaduta nutrizionale sulle persone.
Con Michela la produzione si fa attenta alla materia prima e viene prodotta la pasta solo integrale al 100% con grano Saragolla. Viene scelto il seme Saragolla dopo una lunga ricerca fra le varietà esistenti tra i grani duri autoctoni. Una cultivar italiana che è geneticamente assimilabile al Kamut® che non è una varietà di grano ma un marchio registrato su un cereale che viene venduto in tutto il mondo a prezzi elevati.
Questa varietà di grano Khorasan, della stessa famiglia di quello a marchio Kamut®, si coltiva da molti anni in alcune zone italiane, soprattutto in Abruzzo dove è stato introdotto nel 400 d.c. provenendo dall’Egitto. Poi dimenticato perché sostituito con produzioni più facili da coltivare, da una resa maggiore.
Quello conosciuto appunto come grano Saragolla, è invece il Triticum Turgidum Durum, un cereale antico che si può considerare tra i capostipiti dei più moderni grani duri.
La pasta prodotta dalle sorelle De Castro è integrale per esaltare la salubrità di un prodotto con l’apporto di fibre grezze. Altri aspetti positivi abbassamento del colesterolo nel sangue e una riduzione della pressione arteriosa.
Qui potete vedere l’intervista a Michela che insieme a Manuela sta portando avanti l’azienda oggi, dopo Ercole il capostipite, Gigi il nonno, Marcello il papà.


Per quanto riguarda la ricetta invece dovete cuocere in acqua bollente e salta la pasta. Tenendola bene al dente.
A parte fare il ragù come il classico ragù solo che invece di usare la carne trita dopo aver stufato le cipolle e carote tagliate fini, dovete aggiungere il seitan tritato. Dopo qualche minuto aggiungere i pomodori pelati e lasciate cuocere per una ventina di minuti. Regolate di sale e pepe e condite la pasta.

Ingredienti per 4

320 g di pasta 100% Saragolla
250 g di seitan tritato
800 g di polpadi pomodoro
1 cipolla
1 carota
qb olio evo, sale e pepe


Sloppy Joe, panino americano

Il panino è proprio un’americanata, veloce e ricco di salse, prevalentemente dolce. Dove c’è poco di fresco oltre alla carne. Pensavo non fosse molto buono e che servito per pranzo i figli lo rifiutassero verso un piatto più naturale, ma ai figli purtroppo è piaciuto molto e ci sono già prenotazioni per una prossima volta.

Storia, Ingredienti e ricetta sull’MTC per il tema del mese: FAST MOOD: IL GIRO DEL MONDO IN UN PANINO


Testi con farina di castagne e ricotta

Come prima ricetta del 2015, posto un piatto a cui sono molto affezionata e fa parte delle ricette di famiglia e di cui ho un ricordo particolare.

Quando mia sorella compì 18 anni fece una festa. Stiamo parlando di tanti anni fa, ma ne ho un ricordo vivido. Non della festa in s’è o degli amici presenti, tra cui sicuramente sarà stato presente un ragazzo a cui facevo il filo, ma di cui non ricordo neanche il nome. Il ricordo vivido è quello di cosa preparai da mangiare da condividere con gli altri.

Secondo me il 50% del piacere di una festa è l’attesa. Il tempo in cui si sogna cosa può accadere, la piacevole sensazione che possa succedere qualcosa che ti cambierà la vita. L’ansia che tutto vada per il verso giusto. Le farfalle nello stomaco.
E così anche per quella festa, il piacere e l’entusiasmo con cui pulimmo tutta la soffitta della casa di un’amica perchè fosse presentabile il giorno della festa.
E anche l’attesa di capire se un piatto particolare sarebbe stato gradito.
Non ricordo perché scelsi proprio quello, forse la voglia di non essere banale, di stupire, condividere un piacere. Perché a me piace tutt’oggi molto. Una via di mezzo tra il dolce e il salato.
E così preparai e portai un’infinità di testi. Simili alle crepes nella forma, sono fatte con farina di castagne e latte. Fanno pensare al castagnaccio, ne richiamo un po’ il sapore e l’idea. Possono essere più dolci se nel ripieno fatto di ricotta si aggiunge lo zucchero, possono essere salate se per riempire il testo si usa la crescenza e rosmarino.
Vengono cotte con un apposito strumento. Due piastre di ghisa con un lungo manico, che vengono messe al fuoco e arroventate. Unte con una cotenna di lardo. Si versa un coppino di impasto su una piastra e si sovrappone l’altra arroventate, che con il peso e il calore stenderà l’impasto e si cuocerà così entrambi i lati in pochi minuti, senza bisogno di voltarlo.
Va poi farcito, arrotolato e mangiato.

Non mi ricordo come andò la festa, ne ho un vago ricordo di delusione, forse a causa della festa finita, il principe azzurro non trovato o forse il piatto non gradito?

In una scodella mettete la farina di castagne, aggiungete il latte e mescolate fino ad ottenere una crema omogenea e densa. Aggiungere un pizzico di sale.
Cuocete un coppino alla volta di impasto su una piastra rovente, se non si hanno i testi in ghisa, facendo attenzione a girarlo dopo pochi minuti una volta cotto da un lato.
Farcite con ricotta fresca o con paneer

Ingredienti
250 g di Farina di castagne
200 g di Latte
Q.b. di Sale

Una cotenna di lardo per ungere la piastra
Ricotta o paneer per la farcitura


Lolli Pop Caprese

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Si è vero non è una gran ricetta. Ma fa caldo e pomodoro e mozzarella è sempre gradito.

I Lolli Pops o per dirla all’italiana Lecca-Lecca, sono molto divertenti, un gioco per i bambini ma non solo. E così tra le due cose mi sono divertita a rifare questa ricetta vista su Pinterest un pò di tempo fa. E così eccoli qui. Tutto punta sui prodotti che devono essere di qualità.

Buon Appetito.

Lavare e tagliare a metà i pomodori.  Tagliare a metà le mozzarelle. Lavare le foglie di basilico, asciugarle e tritarle finemente con il coltello. Mettere le foglie tritate in una tazza, aggiungere olio evo e sale, mescolare. Mettere su uno stecchino lungo la metà del pomodoro, intingerla nell’emulsione di olio e basalico e ricoprire con mezza mozzarella, senza far uscire lo stecchino

Lolli Pop Caprese

Ingredienti

  • per 16 lolli pops
  • 8 mozzarelline, piccole
  • 8 pomodori ciliegini, di formato uguale alla mozzarella
  • 8 foglie di basilico
  • olio evo
  • sale
http://www.cucino-io.com/2012/08/11/lolli-pop-caprese/


Fusilli Bio Integrali in abbraccio di Melanzane

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Parliamo ancora di Finger Food e pasta Italiana. Questa volta sono Fusilli integrali, Benedetto Cavalieri, Bio serviti in  una Coppa “Para”, 62cc, per Finger Food.

L’estate continua ad essere calda, quindi continua la voglia di pasta fredda. I Fusilli integrali, vengono cotti in abbondante acqua salata, per una decina di minuti, ma lo stesso produttore nelle istruzioni dice che molto dipende dai gusti peronali quindi i tempi possono dilatarsi o restringersi a secondo delle proprie scelte.

A parte in una padella ho lasciato ammorbidire delle melanzane con un giro di olio evo e un pizzico di sale, a pentola coperta. Dopo circa 15 minuti di cottura ho aggiunto le cipolle di breme, tagliate fini, e lasciate appassire, per altri 15 minuti. La cipolla di Breme, denominata anche la Dolcissima, è un prodotto  a denominazione Comunale e come dice il suo sopranome è proprio dolcissima. Ho aggiunto per farla appassire, un paio di cucchiai di acqua di cottura dei fusilli. Continuata la cottura a fuoco dolce e pentola coperta.

A cottura ultimata, ho passato il mixer, in modo da ottenere una crema ben amalgamata, adatta a  condire la pasta. Ho aggiunto un filo di olio evo.

A parte ho tagliato due fette sottili di melanzana e passate alla piastra rovente, in modo da grigliarle.immagine-035-copia_0

In ogni fetta di melanzana, ho messo 5 fusilli di pasta e ho arrotolato le fette. Ogni involtino l’ho inserito nella coppa e ho guarnito  con origano fresco.

Ingredienti:

Fusilli inetgrali Bio Benedetto Cavalieri
Mezza cipolla di Breme
Una Melanzana
Olio Evo
Sale
Origano fresco

 

Con questa ricetta partecipo al Contest di AtmosferaItaliana, RICETTE ESTIVE LEGGERE – PASTA INTEGRALE BENEDETTO CAVALIERI IN ACCESSORI FINGER FOOD


Tagliatelle che avvolgono un gambero

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Amo il mare, i pesci, i crostacei. Il cibo che fa estate. La pasta, cibo italiano. Ricetta
italiana un po rivisitata. Ho usato i ceci la cui farina è base della farinata, cibo dellla mia infanzia, essendo vissuta a lungo a La Spezia..
Mettendo insieme tutte. Queste cose ho fatto questo piatto.

Ho cotto la pasta, le tagliatelle integrali Benedetto Cavalieri, in abbondante acqua salata per una decina di minuti.

Ho pulito i gamberi, togliendo tutto. Le teste lavate, le ho messe in una pentola, aggiunto una tazza di acqua, olio, due spicchi di aglio e un bicchiere di vino bianco, sale.

Una volta cotto e scolato la pasta, l’ho condita con poco olio, in modo che non si attaccasse e con ogni tagliatella ho fasciato un gambero, adagiato poi in una teglia unta. 

La teglia l’ho messa in forno,

immagine-008-copia10 minuti a 250°, in modo che i gamberi si cuocessero e sulle tagliatelle comparisse una bella crosticina.

Mentre i gamberi erano in forno ho preso mezza scatola di ceci. Li ho passati al mixer con un poco di brodo filtrato fatto con le teste dei gamberi, olio e limone fino ad ottenere una consistenza cremosa adatta a condire pasta e gamberi.

Con una tasca da pasticcere ho messo un pò della crema di ceci nelle coppe e nei bicchierini fingerfood e sopra adagiato un gambero avvolto dalla pasta.

Ingredienti:

Gamberi
Tagliatelle Integrali Bio, Benedetto Cavalieri
Ceci scolati
Olio evo
sale e limone
Basilico per guarnire

Con questa ricetta partecipo al Contest di AtmosferaItaliana, RICETTE ESTIVE LEGGERE – PASTA INTEGRALE BENEDETTO CAVALIERI IN ACCESSORI FINGER FOOD


Tulipano agli asparagi rosa

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ho fatto questo piatto qualche giorno fa, diciamo più di un mese. Quando gli asparagi erano nel pieno della loro stagione. In particolare l’Asparago di Cilavegna. Un prodotto dalla Denominazione Comunale.

C’è una sagra alla fine di aprile a Cilavegna che esalta e sostiene la produzione locale. E” un asparago corposo, pieno. Questo piatto nasce dalla voglia di adoperare tutto il prodotto e non perderne nessuna parte.

Si tagliano le punte per adoperarle in un secondo momento e si fanno bollire a lungo, in modo da ammorbidire il fusto. Si passano con il minipimer in modo da ottenere un crema,  aggiungendo una patata lessa in modo da rendere più cremoso il composto.  Aggiungere il sale e eliminare alcuni residui di gambo che non si è ben amalgamato al composto.

A parte prendere delle fette di pane tipo toscano, tagliate fini, o di pane da toast.

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Spremere nel concavo del cestino la crema di asparagi, decorare con qualche fettina di formaggio, e un trito fino di zeste di arancio. Passarle sotto il mattarello per renderle più sottili possibili, spennellarle d’olio e posizionarle dentro pirottini o teglia da plumcake in modo che assumano una forma di cestino, in modo da accogliere la crema di asparagi. Passarle al forno per qualche minuto a 200 gradi per tostarle.

Ingredienti:

Un chilo di asparagi
Una patata lessa
Una buccia di arancio
Formaggio tipo tofu o quartitolo

 


Bignè con crema di piselli e seppie

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Tre preparazioni per questi bignè salati. Il bignè, le seppie e la crema di piselli.

Il bignè è quello classcio: Si mettono al fuoco 350 cl di acqua con l’aggiunta di 100 gr di burro a pezzi, freddo di frigo. Quando bolle ci si mettono, tutto in una volta 200 gr di farina, e si mescola fino ad ottenere una palla di composto che si stacca da sola dalle pareti. Si spenge il fuoco e si aggiungono le uova, una alla volta fino ad ottenere un composto cremoso. Ne ho utilizzate 5.

Messo il composto in una sac a poche, si fanno tanti mucchietti, il più regolari possibile e si cuoceno a 190° per cira 20/25 minuti. Devono gonfiarsi e diventare dorati.

A parte ho fatto la crema di piselli. Ho preso una scatola di piselli e dopo aver soffritto la cipolla tagliata fine in un cucchiaio  di olio, l’ho versata e ho lasciato a cuocere 10 minuti a fuoco basso. Con il minipimer, ho frullato i piselli aggiungeno il formaggio fresco, fino ad ottener una crema omogenea, con cui ho farcito i bignè tagliati a metà. Prima di richiuderli ho aggiunto qualche “fiammifero” di seppia, cotta per una mezz’ora in olio e aceto e uno spicchio d’aglio, ma vi darò la giusta ricetta una prossima volta.

Ingredienti:

Per i bignè:
350 cl di acqua
100 gr. di burro
200 gr. di farina
5 uova
sale q.b.
Per la crema di piselli:
1 scatola di piselli finissimi
50 gr.di cipolla
50 gr. di formaggio fresco e morbido tipo caprino o ricotta
olio
sale q.b.

Per le seppie:
300 gr si seppie o moscardini
1/2 bicchiere d’olio
1/4 di aceto di mele
1 spicchio di aglio
sale q.b.

 


Spaghettoni alle triglie

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Anche per fare questo piatto ho usato il tipo di pasta. Spaghettoni del Pastificio Benedetto Cavalieri. Non so per quale motivo questo tipo di pasta mi ispiri piatti con il pesce, ma così è.

Ho messo l’acqua a bollire. Nel frattempo ho sfilettato 8 triglie non molto grosse. Lische e teste le ho messe a cuocere in 2 tazze abbondanti di acqua. Dopo 10 minuti di bollore, ho messo il brodo ottenuto in una larga padella, dopo aver filtrato i resti del pesce con un colino fino.
Ho passato al setaccio i resti del pesce, ottenendone un succo che ho aggiunto al brodo. Ho lasciato andare il brodo in modo si asciugasse un pò.
Nel frattempo nell’acqua bollente ho buttato gli spaghettoni.
Ho cotto i filetti di triglia un minuto nel brodo di pesce e tenuti da parte.
tre minuti prima della fine della cottura degli spaghettoni li ho scolati e aggiunti al brodo ristretto, dove hanno ultimato la cottura.
Nel piatto ho aggiunto i filetti di triglia e un giro di olioevo. Sopra la scorza di limone tagliate a filetti e poi a quadratini.

Ingredienti:

250 gr Spaghettoni Pastificio Benedetto Cavalieri
8 triglie
la scorza di limone
olio evo
sale

con questa ricetta partecipo al contest di:


Focaccia dolce all’uva fragola

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Domenica mattina sono andata sopra Varzi, nel Pavese con alcuni amici. Abbiamo raccolto da altri amici un pò di frutta: uva fragola, mele, pere. Tutta roba buona maturata sull’albero. Forse non bella, ma che sente tutto il sapore del sole.

Avevo poi della pasta madre che non volevo gettare dopo il rinfresco settimanale. Non ero convinta della mia pasta madre, che  anche se proviene dalle mani esperte delle Sorelle Simili di Bologna, era stata un pò trascurata dal ritmo eccessivo dei tempi di lavoro, già frenetici a settembre e quindi non rinfrescata con regolarità.

Però ci ho provato lo stesso e ho deciso di fare la focaccia dolce con l’uva fragola. L’ultimo rinfresco l’ho fatto domenica scorsa il 9 ottobre, ieri pomeriggio ho preso la mia pasta madre e 100 gr. li ho rinfrescati per conservarli, mentre gli altri 400 gr, li ho messi nella planetaria, ho aggiunto 200 gr. di farina 00 e 200 gr. di manitoba. Normalmente quando uso la pasta madre per fare il pane non uso un rapporto 50/50 ma 30/70, ossia 300 gr di pasta madre e 700 gr di farina, ma questa volta non essendo sicura della lievitazione della pasta madre per i motivi sopracitati ho usato questa proporzione.

Ho aggiunto lo zucchero, 4 cucchiai, e l’olio evo. Durante l’impasto ho aggiunto l’acqua e il sale. Fatta andare una decina di minuti in modo che incordasse. ho lasciato lievitare l’impasto, coperto a campana,  fatto verso le 17 fino alle 23 passate. Forse era anche mezzanotte.

Ne ho preso  una parte, quasi due terzi e stesa su un foglio di carta forno, unto. Sopra ho sparpagliato i grani dell’uva fragola, lavata e asciugata. Sparso altro zucchero, ricoperto con il restante impasto e sopra ancora uva fragola e zucchero. Ho aggiunto qualche seme di finocchio, qua e là.

Lasciata a lievitare  dentro il forno con una tazza abbondante di acqua in modo che l’ambiente non fosse troppo secco, fino alla mattina. Verso le 7,00  ho infornato a 180° e lasciata per 25/30  minuti.

Risultato splendido, morbida e gustosa, lievitazione perfetta. Non ci credevo.

Ingredienti

400 gr.pasta madre (rinfrescata una settimana prima)
200 gr.farina bianca 00
200 gr. farina manitoba
200 gr. zucchero
4 cucchiai olio evo
1 Kg. uva fragola
acqua
sale q.b.



Panna cotta alle carote e zucchine

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LogoCon questo piatto ho ricevuto il premio “Promessi cuochi 2012″.

Come avevo detto, ho provato a giocare con la panna cotta e a fare delle varianti, salate.
Questa versione prevede le carote e le zucchine.
Mettere a bagno 3 fogli di gelatina in acqua fredda. A parte mettere a bollire la panna, con l’aggiunta verso la fine di un passato di carote, ottenuto passando le carote al mixer dopo averle lessate. Lasciar intiepidire la panna, mettere i fogli di gelatina strizzati. Regolare di sale e pape, versare in 4 ciotole o bicchieri sciacquati e lasciati bagnati. Lasciateli raffreddare in frigorifero per 4 o 5 ore.
A parte preparate la salsa. Cuocete in acqua, con l’aggiunta di sale la parte interna, bianca, della zucchina. una volta cotta passarla al mixer per emulsionarla con l’aggiunta di olio evo.
Preparare un letto di emulsione di zucchine e capovolgere sopra la panna cotta, cospargere di pistacchi schiacciati e spezzettati.

Ingredienti

500 ml di panna da montare
3 fogli di gelatina
150 gr.di carote
50 gr. Pistacchi di Bronte
sale e pepe q.b.

Per la salsa
la parte interna di 2 zucchine
olio evo
sale q.b.

Per un piatto salato a base di verdure come abbinamento vedrei bene un
bianco di media struttura.  Il meglio, filologicamente con i pistacchi di
Bronte, sarebbe  un Etna bianco a base di carricante e/o catarratto.
I vini dell’Etna per la conformità dei terreni e le altitudini hanno una
buona sapidità e acidità che contrastano la tendenza al dolce della panna e
delle verdure.
Produttori:
- Benanti
- Gulfi
- Barone di Villagrande


Baci di dama

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Sono una versione più semplice dei macaron, ma l’idea delle due parti che si mettono insieme è simile, entrambi i dolci contengono la farina di mandorle, poi certo a mangiarli sono tutta un’altra cosa.

Montare il burro con lo zucchero, quando è bello spumoso e bianco aggiungere il tuorlo, la farina bianca e quella di mandorle. A questo punto lavorare l’impasto con le mani per fare delle palline da mettere sulla carta forno preparata sulla placca.  Non mettetele troppo vicine perchè in cottura tendono ad allargarsi per assumere la forma definitiva, di semi sfera. Dieci minuti di cottura dovrebbero bastare con forno a 180°. Non fateli scurire troppo.

Una volta raffreddati fra le due semisfere spalmare una crema di cioccolato, ottenuta facendo sciogliere una tavoletta di cioccolato a bagnomaria o nel forno a microonde.

Ingredienti

270 gr.di burro
1 tuorlo
150 gr.di zucchero a velo
100 gr. di  farina di mandorle o mandorle macinate
430 gr.di farina bianca
200 gr. di cioccolato da fondere

 


Spritz del Cavoletto

 

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Uno dei Blog che seguo più spesso perchè amo di più, è quello del Cavoletto di Bruxelles. Per questo non ho potuto fare a meno di acquistare il suo libro Regali Golosi quando è uscito.

Ieri mio figlio mammone, nonostante i suoi quasi 18 anni, aveva voglia di coccole e mi ha coinvolto nella ricerca di un biscotto adatto all’occasione. Vorrebbe spaccare il mondo, andare a lavorare, andare a vivere per conto suo in America, ma poi si perde in un “mamma facciamo, i biscotti insieme?” Come quando aveva quattro anni.
Per questo abbiamo guardato insieme il libro del Cavoletto, e scelto gli Spritz. Sono anche sul sito, ma tutt’altra cosa è maneggiare un bel libro.

Ho seguito la ricetta del libro che è leggermente differente da quella del blog. Sono venuti buonissimi e sono già finiti. Tant’è che stamani appena sveglio, il ragazzone ha già detto: “Mamma, li rifacciamo?”


Madeleines alla pancetta, erbe e grana


Mi piace molto la forma delle madeleines,  e ovviamente anche il sapore. Mi piace giocare e fare delle ricette dolci dove uno si aspetterebbe il salato e viceversa. Per cui ecco qui delle madeleines salate, pronte per un aperitivo, uno snack. Il problema è che ho una forma per madeleines che ne contiene solo 12, e tra una infornata e l’altra mi tocca sempre di doverla pulire perchè si attaccano in quelle incanalature, piccole crosticine, anche se ungo bene. Oltre tutto non è di silicone e non posso usare metodi forti perchè altrimenti si graffia e allora si che si attaccherebbe tutto e di più.

Così in queste pigre giornate di inizio anno, ho optato per un metodo più sbrigativo anche se ho così rinunciato alla bellezza della forma classica della madeleines. Quella meravigliosa barchetta con la gobba. Tornerò a farla quando Babbo Natale mi porterà un bello stampo da 24, in silicone. No, non è vero, le farò lo stesso prima o poi.

Bisogna tagliare la pancetta in dadini, più piccoli sono meglio è. Setacciate la farina insieme al lievito. A parte sbattete le uova  con il grana, le erbe e un pizzico di sale. Le erbe io le coltivo sul balcone, poi ne raccolgo un pò, le faccio seccare, le trito e le conservo. Questa volta è un misto di origano, basilico, salvia, rosmarino, alloro, timo e anche un pò di menta. Mescolate il composto di uova e formaggio alla farina, aggiungendo l’olio a filo fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Lasciate riposare per almeno un’ora in frigorifero.

Scaldate il forno a 250° . Nel frattempo riempite gli stampini e infornare per 4/5 minuti, poi abbassare il calore a 210° e continuare la cottura per altri 6/7 minuti, fino a quando non sono dorate.

Da servire ancora tiepide.

Ingredienti:

3 uova
120 gr. di pancetta in una fetta unica, se non è più alta di 5 mm, altrimenti due
15 gr. di grana padano
150 gr. di farina
7 gr. (1 cucchiaino) di lievito (non vanigliato)
4 cucchiai di olio evo
4 gr. di spezie tritate
sale


Non è la farcitura

La farcitura doveva aiutare la foto ma non credo che abbia ottenuto l’effetto voluto, ho adoperato quello che avevo in frigorifero ed era proprio poca cosa, una fetta di prosciutto e un paio di sottilette, con un pò di maionese e concentrato di pomodoro. La ricetta che volevo provare era quella del panettone gastronomico che trovate  nella Cucina di Marble.  E siccome l’ho rifatta uguale, non ve la trascrivo. L’unica cosa che ho cambiato sono i tempi, perchè contemporaneamente dovevo fare altre 100 cose e allora si sono un pò dilatati, specie nella preparazione del lievitino, ed ero preoccupata di aver compromesso il risultato. Ha lievitato tre o quattro ore invece che una. Però il risultato mi è sembrato ottimo lo stesso.

Per la farcitura, vi suggerisco di vedere qui e qui, oltre a ciò che la vostra fantasia vi dice.

Buon appetito


Mele, pane e cioccolato

Ieri avevo fatto dei pangoccioli, che sono serviti come base di questo piccolo dolcetto.

Ho affettato il panino con le goccie di cioccolato, ho affettato delle mele qualità Red, ho tolto il torsolo. Ho messo su ogni fetta di pane al cioccolato una fetta di mele, sopra una glassa preparata sfregando il burro spezzato con lo zucchero e farina fino ad avere dei grossi grumi, unire la cannella.

Il tutto in forno per 10 minuti a 180 gradi. Fintanto che la mela non si è ammorbidita, il panino si è tostato e la glassa si è sciolto.

Ingredienti:
Fette di pane al cioccolato
Mele red

Per la glassa

50 gr di burro freddo
60 gr. di zucchero di canna
40 gr. di farina
cannella

Inventa mela


Aspettando natale

Iniziano le prove tecniche per il Natale. E continuano i tentativi di utilizzare la pasta madre avanzata dal rinfresco. Questa volta ho fatto un pane con l’uvetta, con cui accompagnare del pate  ai fegatini.

Battere il burro con lo zucchero, unire l’uovo e il latte, il sale, e con questa crema stemperare il lievito madre , poi unire la farina e il lievito chimico. Battere bene, poi unire delicatamente l’uva precedentemente lasciata in amollo e strizzata. Mettere il tutto in una ciotola unta e infarinata di circa cm 20 di diametro. Lasciare lievitare per circa 3 ore. Nel frattempo preparare la glassa sfregando il burro spezzato con lo zucchero e farina fino ad avere dei grossi grumi, unire la cannella. Spargere la glassa sull’impasto e cuocere in forno a 180°, per 45/50  minuti.

Ingredienti

250 gr.di lievito madre
160 gr.di zucchero
150 gr di uva sultanina
250 gr di farina 00
100 gr. di latte
50 gr. di burro morbido
1 uovo
10 gr. di lievito chimico
1/2 cucchiaino di sale

Per la glassa

50 gr di burro freddo
60 gr. di zucchero di canna
40 gr. di farina
cannella


Crakers

Ho la pasta madre, datami dalle Sorelle Simili durante  un corso sul pane, a Milano, oramai un anno fa. La coccolo, la rinfresco, ma c’è una cosa che mi da fastidio: buttare i resti del rinfresco e allora trovo cose da fare, veloci in modo da utizzare tutto.  L’alternativa sarebbe riempire il frigorifero di pasta madre che ad ogni rinfresco si moltiplica.

Fare una fontana con la farina, mettere il lievito a pezzi al centro. Aggiungere  l’acqua e il sale, sciogliere e amalgamare il tutto, lavorando 8 – 10 minuti. Fare lievitare 3 – 4 ore finchè si sarà un poco gonfiata. Tirarla molto sottile, tagliarla in pccoli quadrati o rettangoli, forarli con i rebbi di una forchetta e cuocere in forno a 190° per circa 10 minuti.

Ingredienti:

300 gr do lievito madre rinfrescato la sera prima
60 gr. di burro morbido
30 gr di strutto
250 gr. di farina
120 gr.di farina


Cjalsòns rustìcs

Ho letto tardi del Blog Event di “Ma che ti sei mangiato” che propone un piatto tipico del Friuli e quindi posto anche se oltre alla scadenza, perchè il piatto mi incuriosiva molto.

I Cjalsòn sono uno dei piatti tipici della regione Friuli Venezia Giulia. Sono una sorta di ravioli, ma anche di gnocchi ripieni.  Le ricette proposte da Rossella sono tratte da “Vecchia e Nuova Cucina di Carnia” di Gianni Cosetti.

Non avevo mai sentito parlare di questo piatto e così ho sperimentato  la ricetta classica, che riporto qua sotto. Io ho fatto solo alcune piccole scelte: ho usato la salsiccia, e il pepe rosa in grani per finire.

Preparate la pasta lessando le patate ben lavate con la buccia, pelatele, passatele al setaccio e
lasciatele raffreddare, quindi impastatele con l’uovo, la farina, la noce moscata ed il prezzemolo.
Per fare il ripieno, rosolate in un tegame la polmona fresca (o la salsiccia) sbriciolata, bagnatela con
il vino bianco e lasciate evaporare.
Stendete la pasta sottile sulla spianatoia infarinata e badando che non si attacchi tagliate dei dischi
di 6 cm di diametro, quindi ponete al centro di ognuno un cucchiaio di ripieno.
Ripiegate i dischi e richiudeteli bene premendo i bordi.
Cuoceteli in acqua bollente salata per alcuni minuti, quindi scolateli.
A parte preparate una crema tiepida frullando la ricotta col latte caldo; versate su ogni piatto questa
salsa, sui cjalsòns caldi e spolverate con pepe appena pestato grossolanamente nel mortaio.

Ingredienti:

per la pasta:
300 gr di patate
200 gr farina 00
1 uovo
noce moscata
1 ciuffo di prezzemolo

per il ripieno:
100 gr di polmona fresca affumicata o salsiccia
½ bicchiere di vino bianco
1 uovo sbattuto

per il condimento:
200 gr di ricotta fresca
2 dl latte
pepe in grani


Mini Muffin alla ciliegia

“Questa ricetta partecipa al contest Rice Blogger 2012 ”

Preriscaldare il forno a 180°.  Sbattere nella planetaria le uova con lo zucchero di canna fino ad ottenere un compoato soffice e spumoso, Unire a filo il latte e l’olio.

Miscelare la farina di riso con quello di grano saraceno, l’amido di mais, il lievito e la farina di mandorle. Unire le farine alle uova montate con lo zucchero ed amalgamare bene.

Versare il composto in pirottini “autoreggenti” 30×30, riempiendoli poco più della metà. Inserire in ognuno di essi una ciliegia, precedentemente lavata ed asciugata, con tanto di picciuolo. Cuocere per 15 minuti.

Ingredienti:

150 gr. di farina di riso
50 gr. di farina di grano saraceno
50 gr.di farina di mandorle
3 cucchiai di amido di mais
130 gr. di zucchero di canna
3 uova
qualche goccia di limone
1 bustina di lievito
100 ml di latte
100 ml di olio


A piedi nudi nel parco

Cercavo dei biscotti da fare, che mi coccolassero, da mangiare in un pomeriggio un pò tedioso. Tra un aiuto per un compito a casa dei ragazzi e una lavatrice. Con la voglia ancora di avere tempo per passeggiare nel parco. Allora per andare sul sicuro ho usato la ricetta della pasta frolla delle sorelle Simili.

Mettere sul tavolo la farina setacciata. Togliere il burro dal frigorifero. Tagliarlo a piccoli pezzi e sfregarlo fra le dita con la farina. quando il burro è tutto sfregato, fare una fontana. Al centro mettere lo zucchero, le uova e un pizzico di sale. Con una forchetta battere tutti gli elementi finchè non saranno amalgamati, senza prendere la farina. Coprire il composto con la farina che c’è tutta attorno. Con una spatola aprirla, separarla e strisciarla sul tavolo facendo assorbire la farina al composto di uova e zucchero.  Compattarla poi premendola con la spatola sul tavolo, dividerla a metà e sovrapporla, compattarla di nuovo e dividerla ancora metà. Così per due o tre volte.

Metterla in frigo prima di usarla per na ventina di minuti. Quando la frolla esce dal frigo è molto dura per cui prima di tirarla batterla col mattarello, facendola ruotare sul tavolo fino a che diventa più duttile. Tirare e tagliare con il tagliabiscotti. Spennellare con uovo sbattuto e infornare a 200° fino a che non diventano colorati, senza bruciarsi.

Ingredienti:

200 gr. farina 00
100 gr. di burro
80 gr. di zuccherro a velo setacciato
2 tuorli
un pizzico di sale

 

con questa ricetta partecipo al contest




Gnocchi di fagioli

Lessare le patate, e schiacciarle con l’apposito attrezzo. Unire la farina di fagioli fino a completo assorbimento. L’indicazione della quantità della farina  è relativa perchè in funzione del tipo di patata utilizzata.

Formare dei filoncini dello spessore di un dito e tagliarli a tocchetti. Passarli sul “pettine” di legno o su una forchetta per le classiche rigature.

Per il sugo

Affettare le cipolle di Breme  e farle appassire a fuoco lento con un goccio di olio evo. Aggiungere la pancetta a dadini e lasciarla rosolare. Aggiungere la salsa e lasciare cuocere per una ventina di minuti. Aggiungere sale e pepe.
Far bollire acqua e verarse gli gnocchi, la quantità necesaria ad un piatto alla volta. Quando vengono a galla lascarli ancora un minuto e poi scolarli.

Ingredienti per gli gnocchi per 4:

600 gr.di patate
150 gr.di farina di fagioli
sale

Ingredienti per il sugo:

150 gr. di cipolle di breme
75 gr. di pancetta a dadini
200 gr. di salsa di pomodoro
sale e pepe


Le cartucce

Il difficile è stato recuperare gli stampini per fare questi dolcetti. Introvabili al nord d’Italia o su internet.

Mescolare la farina di mandorle con due uova sbattute e  far riposare a temperatura ambiente per un’ ora. Montare il burro morbido con lo zucchero e l’ammoniaca, almeno 7-8 mnuti, finche è diventato bianco e spumoso. Unire il composto di farina di mandorle e uova, un cucchiaio per volta, mescolando dall’alto verso il basso in modo che non si smonti, alternando con le altre due uova sbattute aggiungendole al composto di uova e farina di mandorle. Unire il burro fuso e infine  la farina e la fecola setacciate, sempre un cucchiaio per volta. Mescolando sempre dall’alto verso il basso.

Dopo aver inserito le cartine negli appositi stampini, posizionarli in piedi in una teglia, non troppo vicini tra loro. Trasferire l’impasto in un sac à poche con bocchetta liscia  e distribuire il composto negli stampini riempiendoli fino al bordo di metallo e non della cartina che esce fuori dallo stampino

Infornare a 170° per 40 minuti, il dolce deve rimanere chiaro sotto la carta e dorato sulla punta che sbucherà cuocendo dallo stampino.

Ingredienti per 60 cartucce

200 gr. di farina di mandorle (o mandorle triate finemente)
100 gr. di farina “00″
50 gr. di fecola di patate
200 gr. di zucchero
130 gr. di burro a temperatura ambiente
20 gr. di burro fuso
4 uova
una punta di cucchiaino di bicarbonato d’ammonio (amoniaca per dolci)
un pizzico di sale
la scorza di un limone grattugiata


Bignè agli asparagi